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27 Febbraio 2020

L’impegno degli agrumicoltori andalusi per la qualità è pari a quello del mercato

La Junta de Andalucía apprezza gli sforzi dei produttori della regione nel loro impegno per un prodotto caratterizzato da sapore e sostenibilità.

Non c’è bisogno di buttare via le campane fino alla fine della stagione, ma per il momento la Giunta regionale andalusa sta evidenziando una “risposta positiva del mercato” all’indiscutibile impegno di qualità dei coltivatori di agrumi andalusi. Contrariamente a quanto accaduto nel 2018-2019, nei mesi che sono trascorsi questa stagione “i prezzi degli agrumi non si stanno comportando male”, viene valutato dal Ministero dell’Agricoltura. Inoltre, “stiamo vedendo prodotti di alta qualità” ed è per questo che il mercato sta rispondendo positivamente.

Secondo il Consiglio Direttivo, gran parte di questa reazione del mercato è dovuta “all’impegno degli agricoltori per la qualità e agli sforzi dei produttori per offrire prodotti caratterizzati dal sapore e dalla sostenibilità”. Tutto questo si traduce in “prezzi più in linea con ciò che corrisponde agli agrumi andalusi, con la loro qualità”.

Oltre a tenere vari incontri con i rappresentanti del settore stesso nella regione autonoma, il governo andaluso ha partecipato attivamente al tavolo creato l’anno scorso presso il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione per affrontare la situazione di crisi dei prezzi degli agrumi. Allo stesso modo, come concordato con i produttori andalusi, il governo regionale ha lanciato una campagna promozionale volta ad aumentare i consumi e ha chiesto la riattivazione dell’interprofessionale del settore, che ha ricevuto il sostegno della comunità autonoma.

A questo si aggiunge, tra le altre azioni, la preparazione di calibri per agrumi in base alle diverse varietà. È la prima volta che vengono svolte in modo differenziato e risponde ad un altro degli impegni acquisiti con il settore. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di offrire ai produttori e agli imprenditori il maggior numero di dati sulla produzione in modo che possano effettuare una migliore pianificazione e gestione della frutta e, quindi, migliorare la loro redditività e ridurre, per quanto possibile, l’instabilità dei mercati.

A seguito degli incontri con gli agricoltori andalusi, sono stati inoltre specificati altri lavori che l’Amministrazione dovrà svolgere, tra cui la richiesta all’Esecutivo centrale di adottare misure nei settori in cui il Consiglio non è competente ad agire.

È il caso, ad esempio, della necessità di aumentare i controlli sulle quote per l’ingresso di frutta proveniente da paesi terzi e sulle analisi di qualità di questi agrumi. Allo stesso modo, il Governo andaluso ha anche richiesto una revisione della Legge sulla Filiera Agroalimentare, chiedendo all’Agenzia di Informazione e Controllo Alimentare (AICA) di effettuare controlli esaustivi in linea con il lavoro svolto dall’esecutivo regionale nelle aree che lo riguardano.

I controlli alle frontiere effettuati dai PIF sono di competenza del governo centrale, motivo per cui il governo regionale andaluso non è stato in grado di fare progressi in materia, anche se al ministro è stato chiesto in diverse occasioni di richiedere un’analisi esaustiva dei prodotti che arrivano in Spagna da paesi terzi. Il governo andaluso ritiene “fondamentale controllare sia la quantità introdotta sul mercato, confermando il rispetto delle quote stabilite, sia la situazione fitosanitaria dei prodotti alimentari, in quanto le piante in Europa rispettano requisiti rigorosi in materia che, a volte, non raggiungono lo stesso livello in altri paesi dove questi frutti sono coltivati”.

Ricerca

Il Ministero regionale dell’Agricoltura sostiene gli imprenditori e i produttori che scommettono sulla modernizzazione delle loro industrie agroalimentari o delle loro aziende agricole attraverso varie azioni. Tra le altre azioni, la gestione degli aiuti a sostegno degli investimenti a questo scopo, il trasferimento al settore dei progressi ottenuti nell’Istituto di Ricerca e Formazione in Agricoltura e Pesca dell’Andalusia (Ifapa) e la promozione di una piattaforma di marketing e innovazione a livello andaluso che si prevede sarà molto utile per i produttori di frutta e verdura per meglio affrontare le sfide del presente e del futuro che riguardano, tra le altre colture, gli agrumi della regione.

Il governo andaluso ha più volte segnalato al Ministero dell’Agricoltura i problemi del settore nella regione, le azioni intraprese, gli impegni assunti dall’amministrazione regionale e le richieste degli agricoltori di questa comunità autonoma. Allo stesso modo, si sono tenuti diversi incontri con i rappresentanti del settore agrumicolo andaluso, con i quali sono stati raggiunti accordi e sono stati proposti lavori che il Consiglio ha già avviato. In questo senso, infatti, è stata in questo senso la partecipazione del governo andaluso alle riunioni di lavoro del tavolo nazionale degli agrumi, nato all’interno del Ministero per rispondere alla crisi dei prezzi registrata la scorsa stagione. Tra le altre questioni, sono state affrontate misure che sono per lo più di competenza del governo centrale in termini di concorrenza, la necessaria autoregolamentazione del settore a livello spagnolo e l’importanza di un controllo esaustivo delle importazioni da paesi terzi.

Progetti IFAPA

Attualmente, l’Istituto Andaluso di Ricerca e Formazione per l’Agricoltura e la Pesca (Ifapa) sta conducendo ricerche e sperimentazioni sugli agrumi con l’obiettivo di sostenere il settore nell’affrontare le nuove sfide della citricoltura andalusa. Tra queste sfide vi sono, ad esempio, la riduzione dei costi di coltivazione e l’aumento della competitività, lo sviluppo di strategie di controllo sostenibili contro malattie e parassiti emergenti come la “Huanglongbing of Citrus” (HLB) e il suo vettore parassitario (Trioza erytreae). Occorre fare progressi anche in termini di resilienza ai cambiamenti climatici e di adattamento alle nuove richieste del mercato, sempre più esigenti in termini di qualità alimentare e ambientale.

A tal fine, Ifapa sta attualmente sviluppando e/o partecipando, insieme ad altre organizzazioni pubbliche e private, ai progetti di ricerca e sperimentazione “Red de experimentación y transferencia en citricultura de Andalucía”, “Métodos de control y contención de Trioza erytreae, vector del Huanglongbing de los cítricos” e “LIFE Vida for Citrus”.

Nell’ambito di queste azioni, l’Istituto sta lavorando allo studio di nuovo materiale vegetale (varietà e portainnesti) più interessante dal punto di vista agronomico e commerciale, all’analisi della struttura dei costi di produzione nelle aziende agrumicole e al miglioramento delle tecniche di coltivazione degli agrumi che apportano benefici economici, agronomici e/o ambientali, tra cui vanno evidenziate le imbottiture a rete nera sulla linea di impianto e l’utilizzo di coperture vegetali. Studia anche la riduzione dei costi di produzione attraverso piantagioni a maggiore densità e la raccolta meccanizzata degli agrumi, il miglioramento della citricoltura biologica e la prevenzione contro l’HLB.

Inoltre, il governo andaluso svolge anche un ruolo importante nel trasferimento dei risultati e delle conoscenze generate nella realizzazione dei progetti Ifapa. A tal fine vengono organizzati seminari tecnici per gli agenti del settore (imprenditori agricoli, tecnici e agricoltori), vengono pubblicati articoli su riviste scientifiche e tecniche e le informazioni vengono messe a disposizione degli interessati attraverso diverse piattaforme digitali come Servifapa e i siti web di alcuni progetti. Quest’ultimo sarebbe il caso, ad esempio, di “LIFE Vida for Citrus” (https://lifevidaforcitrus.eu/).

Notizie pubblicate a Valencia Frutta

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