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25 Marzo 2020

Identification des schémas de tolérance aux HLB dans le climat méditerranéen

Il 10 marzo, presso la sede dell’ICIA di Tenerife, si è tenuta una riunione del LIFE Vida per i membri di Citrus. Nel corso della riunione sono stati esaminati gli interventi tecnici finora realizzati e quelli relativi alla giustificazione economica.  

Asaja Nacional, Asaja Valencia e Asaja Málaga sono parte e capitano del progetto.

Gran parte della riunione si è concentrata sulla programmazione immediata del lavoro, da realizzare al più presto, in relazione ai modelli e ai semi da utilizzare. 

Lavoreremo con la collezione di modelli IFAPA dagli USA (Florida) dove sono considerati resistenti o tolleranti all’HLB. I modelli preselezionati forniti dall’IFAPA sono: Citrange reed, Forner-Alcaide No. 5, Forner-Alcaide No. 517, Flying dragon, Citrus macrophylla, C22 Bitters, X639, US897 e US942.

Saranno utilizzati anche i modelli provenienti dalla Sicilia forniti dall’Università di Catania: C54 Carpenter, C57 Furr e C35 e dalla Corsica, anche se in questo caso, per motivi fitosanitari, i semi devono essere seminati e il processo richiederà un po’ più di tempo. INRA fornisce i modelli Flotag alotetraploide 1, Citrandina 4x e Citrumelo 4x.

L’obiettivo è quello di vedere la resilienza di questi modelli nel clima mediterraneo e nelle diverse aziende agricole e condizioni pedoclimatiche, sempre nell’ambito dei membri della LIF. È importante vedere come essi rispondono nel nostro clima al resto delle caratteristiche climatiche o edafiche, in ogni area o tipo di suolo.

L’obiettivo è quello di trovare due o tre modelli che rispondano alle caratteristiche desiderate e che possiamo utilizzare in Europa. Se la malattia dovesse entrare, potremmo già avere un buon lavoro di prevenzione che potrebbe salvare l’agrumicoltura europea da gravi problemi ambientali ed economici.

L’acclimatazione di parassiti e malattie nell’industria agrumaria di oggi è una realtà quotidiana. Il grave problema e i milioni di perdite causate da HLB in altri paesi sono ben noti. La situazione in Florida è catastrofica.

D’altra parte e come esempio, il CBS (Citrus Black Spot), un altro parassita da quarantena per l’UE, è stato individuato in Tunisia e si estende su 2.000 ettari. Ciò comporta un chiaro e imminente rischio di ingresso di parassiti o malattie nelle nostre condizioni mediterranee. 

Trioza eritreae, il vettore HLB può vivere a lungo in condizioni di freddo e muoversi liberamente, ad esempio in un camion refrigerato.

In Italia, stanno vivendo un grave problema con il virus tristeza (il secolo scorso è passato in Spagna) che sta costringendo alla sostituzione di tutta la citricoltura con standard resistenti…

Dobbiamo trovare una soluzione per le nostre aree mediterranee per HLB, nelle nuove condizioni segnate dal cambiamento climatico.

Sempre l’11 marzo si è tenuta la prima giornata di formazione presso la sede dell’ICIA di Valle Guerra, dove sono state presentate e discusse le presentazioni dei membri del progetto. La formazione si è concentrata sull’identificazione, il monitoraggio e il controllo dei vettori, le pratiche culturali, la gestione della copertura e delle siepi, la produzione, la salute del suolo e la fertilizzazione.

Abbiamo anche visitato il laboratorio centrale dell’ICIA dove abbiamo condiviso domande e commenti con i ricercatori dell’ICIA su HLB e sui vettori, Trioza e Diaphorina.

Finiremo la giornata di allenamento a metà pomeriggio già nella fattoria, con recensioni e commenti in loco, nel terreno dimostrativo che si sta preparando, così come nelle siepi e nelle fattorie di nidi che l’ICIA ha permesso di realizzare. Anche nel laboratorio di allevamento di Tamarixia, l’ICIA ci ha spiegato passo dopo passo la procedura che segue per questo.

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