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23 Giugno 2020

Il governo avverte della presenza di psylla africana in Cantabria con un’epidemia a Mogro

Il Ministero regionale dello sviluppo rurale ha messo in guardia contro la presenza in Cantabria della Psila Africana de los Cítricos (Trioza erytreae), un insetto di origine sub-sahariana che colpisce limoni, aranci, mandarini e altri alberi di agrumi, e il cui primo focolaio nella regione è stato individuato a Miengo.

Rilevato nelle Isole Canarie nel 2002 e in Galizia e nel nord del Portogallo nel 2014, è un parassita da quarantena regolamentato nell’Unione Europea e rappresenta un importante vettore del batterio che provoca l’Huanglongbing (HLB) o l’inverdimento degli agrumi (Greening). Questo insetto succhiatore può causare il deterioramento della qualità e del sapore del frutto, causando addirittura la morte dell’albero colpito in pochi anni, ha informato questo lunedì il governo regionale in un comunicato stampa. Per sradicare questo primo focolaio ed evitare la sua dispersione, il governo della Cantabria ispezionerà l’area colpita e i suoi dintorni per delimitarne l’estensione e distruggerà i germogli colpiti per poi bruciarli o seppellirli in profondità. A tal fine, la Direzione Generale per lo Sviluppo Rurale ha richiesto la collaborazione del pubblico per notificare alla Sezione Produzione e Salute delle piante dell’Assessorato regionale in caso di anche il minimo sospetto di presenza del parassita. Esigono anche la predisposizione dei cittadini nel facilitare l’accesso degli ispettori ai frutteti e ai giardini privati, perché sono questi i luoghi dove si trovano per lo più le diverse varietà di agrumi esistenti in Cantabria. In caso di dubbio o di avvistamento, l’Assessorato regionale mette a disposizione dei cittadini un numero di contatto (942 207 807) e un indirizzo e-mail (sanidadvegetalcantabria@cantabria.es) per poter contattare i tecnici della sezione Produzione e salute degli impianti. L’Assessorato regionale avverte che si tratta di un insetto in grado di diffondere il batterio che provoca l’inverdimento degli agrumi disperdendolo naturalmente con il proprio volo fino ad una distanza di 1,5 chilometri che può aumentare con i venti dominanti. Anche attraverso il transito di materiale vegetale infetto proveniente da aree in cui è presente l’organismo, che può trasportare uova o ninfe su lunghe distanze. La Psylla africana, una specie verdastra che in seguito si evolve in un marrone scuro ed è lunga circa 4 millimetri, vola di grandi dimensioni e salta se disturbata, depone uova allungate, di colore giallo-arancio con una punta più affilata. Si trovano principalmente sui margini e sul nervo centrale delle foglie, anche se possono essere distribuiti su tutta la foglia se le condizioni di umidità lo permettono. Le sue ninfe sono piatte e ovali, di colore giallo che diventa verde oliva e grigio scuro. Hanno origine da secrezioni di cera e sono molto poco mobili. Quando emergono, si fissano sul lato posteriore formando colonie, dove dopo averle alimentate per giorni producono branchie che vengono proiettate nel fascio. I danni che provocano alle foglie degli alberi sono costituiti da branchie, deformazioni e ingiallimento dei giovani germogli delle Rutaceae, quando la colonia di ninfe si moltiplica. Se le ninfe hanno un’alta densità di popolazione, le foglie appaiono contorte, con un aspetto riccio e clorosi. Nel caso dei frutti, provoca deformazioni e colorazioni irregolari, mentre negli alberi genera un aspetto giallastro, indebolito e una scarsa massa fogliare, arrivando a produrre la sua morte progressiva. Le misure preventive stabilite dal governo della Cantabria in presenza di questo focolaio sono consistite nell’adottare misure di estrema cautela nel commercio e nel trasporto di materiale vegetale sensibile e nella movimentazione di qualsiasi tipo di prodotto vegetale dalle zone con presenza dell’insetto, in quanto in grado di aderirvi. Tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

Pubblicato a www.eldiarioalerta.com

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